Sulle mie Tracce

Narrativa Memoir

Sulle mie tacce

Sulle Mie Tracce è un viaggio lirico e intimo attraverso la memoria, la perdita e la forza silenziosa della presenza.
Costruito come un racconto poetico, il libro intreccia parole riflessive e fotografie evocative per esplorare le risonanze emotive dei legami passati, il peso delle assenze e la resilienza di chi sceglie di continuare a camminare.

Scritto con sincerità e profondità, Sulle Mie Tracce si rivolge a chiunque si sia fermato almeno una volta a chiedersi: cosa ho perso, cosa ho trattenuto, e cosa di me resterà?

Sulle mie Tracce – Un viaggio tra parole, immagini e memoria

Cosa resta di noi quando il tempo ci attraversa? Quali segni lasciamo, quali silenzi portiamo con noi?

Sulle mie Tracce è un libro intimo, autentico, visivo.
Una narrazione autobiografica che intreccia scrittura e fotografia per raccontare un viaggio non solo geografico, ma soprattutto interiore.
Attraverso parole misurate e immagini d’autore, Marcello Pitardi ci accompagna lungo tre tappe fondamentali dell’esistenza: Chi sono stato, Chi sono, Chi sarò.

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Sulle mie Tracce

Ogni sezione è un frammento di vita, una riflessione, una confessione mai gridata. La voce dell’autore si muove tra ricordi e assenze, tra luoghi reali e spazi dell’anima. Il tempo diventa materia da scolpire con frasi brevi, essenziali, che sanno farsi poesia.

Le fotografie – diciotto in totale – non illustrano il testo: lo amplificano, lo completano, lo interrogano. Bianco e nero e colore si alternano in un ritmo visivo che accompagna la narrazione, rafforzando il senso di un cammino fatto di luce e ombra, presenza e vuoto.

“Sulle mie Tracce” non è un romanzo tradizionale. È un libro ibrido, personale, ma capace di parlare a chiunque abbia vissuto, perduto, atteso.
Un’opera sulla memoria e sull’identità, sulla capacità di ricominciare anche quando manca qualcosa.
Perché è proprio lì, dove c’è uno spazio vuoto, che a volte germoglia ciò che conta davvero.

Marcello Pitardi, fotografo e autore, vive a Lamezia Terme. Da oltre quarant’anni esplora la realtà attraverso l’obiettivo e la parola. Fondatore di Pixel Photo Magazine e curatore della mostra internazionale Visio Mentis, in questo libro intreccia per la prima volta i due linguaggi che più lo rappresentano.

👉 Sulle mie Tracce è disponibile in versione digitale per il download:

Per la versione in lingua Italiana 👉Clicca qui.

Per la versione in lingua inglese 👉Clicca qui.


Per chi invece ama l’odore della carta stampata, sentire il fruscio delle pagine sfogliate, è disponibile la versione cartacea da richiedere tramite il  seguente indirizzo email:

👉 info.sullemietracce@gmail.com

Per chi cerca una lettura che non dimentica il cuore.

8 Comments

  • 14 Luglio 2025
    Nancy

    Lettura straordinaria, si legge da sé, scorrevole e introspettiva. Ti guida nel viaggio interiore di ognuno di noi.

  • 14 Luglio 2025
    Mimmo

    Un salto indietro nel tempo; questo libro ha rievocato ricordi della mia gioventu’. Le foto mi hanno fatto rivivere luoghi a me tanto cari suscitando forti emozioni. Scrittura piacevole ☺️

  • 24 Luglio 2025
    Francesca Papaianni

    “Questo libro non si legge, si vive! Non si possono seguire le tracce di Marcello perché le suggestioni che emergono ad ogni frase distolgono dalla lettura e immergono nelle proprie memorie, alla ricerca di quelle assenze e presenze personali che hanno segnato la propria vita. Si ritorna allo scritto dopo aver vissuto emozioni, ricollegato tempi e spazi, e aver riattraversato le proprie esperienze. Non posso citare frasi particolari, dovrei riscrivere il libro, ma mi piace concludere con questa:”io scelgo di vivere così: con la consapevolezza che le assenze sono parte di me”. E le suggestioni non finiscono quando finisce la lettura, perché comincia e ricomincia il proprio viaggio emotivo personale, con esperienze da riattraversare, conti da bilanciare, per arrivare a perdonarsi tutte le scelte non felici e accettare il presente come un buon risultato di sé. “

  • 25 Luglio 2025
    Tiziana Nigro

    Letto, x me bellissimo mi ha fatto riflettere tanto sulla mia vita ….. Un po mi ha fatto male ma leggendo ho trovato l’ equilibrio.

  • 25 Luglio 2025
    Antonio Bava

    Ho ricevuto il tuo libro lo sto leggendo con piacere.
    L’ incipit introduttivo lo trovo bello particolarmente quando fai riferimento ai tuoi cari e a Mario tuo fratello.
    Lo definisci il tuo angolo rifugio sicuro e forte come una quercia.
    La quercia più forte di ogni altro albero cresce sui monti esposta alle più rabbiose tempeste, capace di vincerle.
    Ma hai voluto fare un viaggio lel tuo intimo e rivedere il tuo passato e benché giovane noti il trascorrere del tempo e vedi il presente un pò oscuro.
    Sei giovane e hai ancora stagioni della vita da vivere, ma vivi ogni giorno amandolo e sempre apprezzando i tuoi e gli amici.
    Io che sono alla nell’autunno del mio percorso di vita vivo e amo giornalmente ricordare il passato riapre ferite mai rimarginate.
    Un caro saluto e scrivi ancora.

  • 6 Settembre 2025
    Fabrizio Carletta

    L’assenza più evidente, quella che si muove sulle tracce di un percorso di vita compiuta accarezzando, memorizzando e imprimendo emozioni su immagini che, a loro volta, originano altre emozioni a cornice di ogni passo, è quella dell’inutile.
    Ne Sulle mie tracce non ci sono parole inutili, descrizioni sterili a tentativo di riempire spazi o circondare contesti e racconti. Ogni parola, ogni frase – pur in uno spirito fluido di sintesi – è piena di essenza e realtà che si lascia vivamente immaginare anche senza bisogno della fotografia.
    Le assenze – di cose, relazioni, attimi speciali e rapporti ed emozioni che hanno scritto il naturale percorso del vissuto – stanno erette ed allineate ai bordi di un cammino che, proprio come una strada lunga una vita, si snoda lungamente e variamente ma appare sempre vestito in modo intenso perché intriso di sensazioni vivide e profondamente vissute.
    Più delle presenze, esse riproducono brani del passato che vive ancora senza appesantire il cammino ma, anzi, ci si nutre di esso – di ciò che è stato presente e vissuto e, ancora di più, di ciò che non è mai stato o che non è più – mentre il tempo scorre su una nuova traccia: quella del futuro che contiene già linee evidenti che si dispiegheranno nei percorsi del domani.
    Nello svolgimento temporale dei fatti che sono diventati ricordi, assenze e presenze sono state incorniciate e si mantengono esposte nella camera mentale del proprio io. Insieme, costituiscono una galleria personale e completa di momenti di vita.
    Si entra nella galleria con il libro dove le immagini raccontano e le parole narrano.
    Da esse sgorgano anche commozione e tenerezza ma mai rassegnazione.
    Le assenze che hanno segnato momenti rimasti indelebili hanno anche contribuito, se non forgiato, la decisione e la volontà di vivere pienamente ogni attimo.
    Le presenze hanno fatto nascere la vita che continua. Che ha attraversato le assenze, ha inflitto qualche sofferenza e procurato ferite, ma ha lasciato tracce profonde. Evidenti ed importanti per chi vorrà seguirle e trarne elementi di profonda riflessione.

  • 7 Settembre 2025
    Giuseppe Monteleone

    In questo piccolo volume, che si legge tutto d’un fiato con lo scorrere di un romanzo, Marcello mette a nudo se stesso. Con coraggio ci accompagna nella sua vita: nelle assenze, nei ricordi, nelle speranze e nell’urgenza di essere traccia per chi verrà dopo. Ci rende partecipi anche dei dettagli più densi di significato, con un garbo raro. La storia di Marcello, in fondo, è la storia di ciascuno di noi: ognuno con le proprie gioie ed i propri dolori, ma con lo stesso profondo desiderio di lasciare un segno del proprio passaggio. E io credo che Marcello la sua traccia l’abbia lasciata.

  • 11 Settembre 2025
    Roberto Rampinelli

    Noi siamo come la vita ci ha plasmati. Siamo il risultato delle nostre esperienze stratificate nel tempo; l’effetto di un continuo interiorizzare emozioni e comportamenti appresi percorrendo, giorno dopo giorno, a partire dall’infanzia, le strade della nostra relazione con gli altri, con il mondo, con noi stessi. Sun Tzu scrisse che se conosci te stesso potrai vincere alcune battaglie, probabilmente non tutte, ma se non conosci te stesso, soccomberai ogni volta. La conoscenza di sé, quindi, è parte della cura di noi verso noi stessi, ma il percorso per giungervi, talvolta doloroso, può anche essere, in alcuni casi, stimolo ad altri a compiere lo stesso sforzo. Ecco; il libro di Marcello Pitardi racconta magistralmente il suo viaggio interiore alla ricerca di sé; la ricognizione dei fatti e delle persone il cui ricordo egli si porta dentro; nel suo profondo io; pronti, ad ogni minima sollecitazione, a riaccendere in lui le emozioni di allora e a guidare, di riflesso, i suoi atteggiamenti attuali. La cosa più importante per me, però, è stata l’essermi ritrovato, leggendo il libro, a compiere la stessa operazione, vuoi per la similitudine di alcuni eventi narrati con certi capitoli del mio passato, vuoi anche perché, ancora una volta ho sperimentato il potere di contagiare le persone con cui si condivide questo percorso che è si personale, ma che magicamente può diventare collettivo. Questo è un libro che non richiede, come a me capita spesso, una matita per sottolineare i passaggi da ricordare, bensì richiede di avere a portata di mano un fazzoletto che asciughi le lacrime mentre leggi.

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