Biografy
Bergamo – Italia
La storia di Roberto Rampinelli non è quella di un semplice amatore, ma di un’anima irrevocabilmente catturata dall’arte della fotografia sin dall’infanzia. Già da bambino, era rapito e incantato nell’osservare i fotografi all’opera, testimone di una magia quotidiana: il modo in cui i “clic” delle loro “scatole magiche” si trasformavano in “disegni” realistici, capaci di fermare il tempo e dare forma all’effimero. Oggi, il filo conduttore inossidabile che attraversa ogni suo scatto è l’umanità nella sua forma più pura e vibrante. La sua lente non si limita a inquadrare soggetti, ma cerca di svelare l’essenza dell’essere umano in ogni sua manifestazione: dalla dedizione quasi sacrale nel lavoro alla passione esplosiva nello sport, dall’espressione sublime nell’arte – con una particolare, magnetica attrazione per la danza – alla profonda spiritualità insita nella religione. Ma è nei momenti più semplici e apparentemente insignificanti della vita quotidiana che il suo sguardo si fa più acuto e rivelatore, trasformando uomini e donne in autentici “esseri umani”, palpabili nella loro verità più cruda e toccante.
The Project
Viaggio tra la gente
La Giordania è un luogo magico e certamente tra i uoghi più fotografati al mondo, ma per quella categoria di fotografi a cui ho scoperto di appartenere, non possono essere i monumenti, l’archeologia e i paesaggi da soli ad ispirare gli scatti che preferisco. Io cerco qualcos’altro; cerco persone e connessioni. Ammetto che il viaggio è per me un amplificatore di sensibilità. Lo vivo come se il mondo nuovo a cui mi affaccio e in cui mi immergo sia più ricco di quello in cui sto abitualmente. Nei luoghi che visito cerco persone e connessioni. Ho iniziato il mio viaggio tra la gente di Giordania incontrando due splendide donne al Souk di El Salt, intente nel proprio lavoro e nel commercio dei prodotti da esse stesse fabbricati o coltivati. Al Souk El Khodra, nel centro storico di Amman, il venditore di frutta e verdura era più pacato dei suoi colleghi ed è stato proprio il suo “fragoroso silenzio” ad attrarmi. Nel deserto dello Wadi Rum, terra delle meraviglie naturali, un beduino su tutti ha toccato il mio cuore con messaggi non verbali carichi di amore e cura. Poi Petra, splendido tesoro archeologico e formicaio di turisti; Per un breve istante ho visto formarsi una bolla di tranquillità in cui un beduino e il suo dromedario hanno ricavato il tempo per dialogare ed avere cura l’uno dell’altro. Infine il sito archeologico di Jerash dove a mediare tra antico e moderno, tra slanciate colonne romane e semplici abitazioni della città moderna ecco ancora un essere umano. L’uomo è attuale, ma il suo mestiere è antico come antichi appaiono gli animali che accudisce. Il viaggio è per me un amplificatore di sensibilità. Lo vivo come se il mondo nuovo a cui mi affaccio e in cui mi immergo sia più ricco di quello in cui sto abitualmente. Nei luoghi che visito cerco persone e connessioni come in Giordania le due splendide donne al Souk di El Salt, intente nel proprio lavoro e nel commercio dei propri prodotti. Al Souk El Khodra, nel centro storico di Amman, il venditore di frutta e verdura con il suo “fragoroso silenzio”. Nel deserto dello Wadi Rum, quando il beduino ha toccato il mio cuore con messaggi non verbali carichi di amore e cura. Petra, in cui un beduino e il suo dromedario hanno ricavato il tempo per dialogare ed avere cura l’uno dell’altro. Infine il sito archeologico di Jerash dove a mediare tra antico e moderno, ecco ancora un essere umano. L’uomo è attuale, ma il suo mestiere è antico come antichi appaiono gli animali che accudisce.